leggo per te

"Io dico per te luna, io dico per te sole, Io chiamo per te il mondo con le mie poche parole…" (Bruno Tognolini)

Filastrocche: solletico per l’anima

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Per cuocere le torte di gioco

Acqua farina caffè marmellata
Cuociono i cuochi una torta inventata
Il riso in bocca, le mani in pasta
Briciole zucchero e basta

Per far venire bel tempo nei week end

Vento del sabato fammi un piacere
Spazza dal cielo le nuvole nere
Soffiale via nei paesi lontani
O spostale a dopodomani

“Formule magiche” tratte da Mal di pancia calabrone di Bruno Tognolini

Ho avuto la bella occasione di partecipare ad un seminario sulle filastrocche tenuto da Bruno Tognolini nella mia città. Un incontro piacevole, divertente ed entusiasmante: grazie al relatore, ovviamente, ma anche alle altre colleghe partecipanti. E’ stata un’esperienza di condivisione: uno scambio fertile di parole, suggestioni, sperimentazioni. Tanta Bellezza.

Il mio interesse per le filastrocche è piuttosto recente. Sono state, infatti, la formazione universitaria prima e la nascita di mia figlia poi ad avvicinarmi ad un genere poetico letterario che – lo ammetto! –  ho snobbato per anni. Un genere solo apparentemente semplice: in realtà le rime veramente felici, nei libri per bambini, sono poche. Non basta che suonino più o meno bene, non è sufficiente che siano buffe per colpire l’immaginazione, solleticare l’anima. Devono essere belle, ma non oscure. Comprensibili, ma non banali.

In questo post di quasi anni fa, ho raccontato come io e Pulcetta abbiamo sperimentato la piacevolezza di unire il suono della voce al movimento del corpo. Questa esperienza sonora è stata, per noi, amplificata dal contatto. Ancora prima che Pulcetta nascesse, i versi di Mammalingua e Maremè ci hano tenuto compagnia durante la gravidanza.

Mi riprometto di frequentare più spesso questo mondo poetico insieme ai bambini, anche a scuola, dove possono costituire una formula per iniziare o terminare la giornata o un’attività, dare un pizzico di coraggio ai più timidi, allontanare le tensioni, sciogliere sia la lingua che il corpo.

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