leggo per te

"Io dico per te luna, io dico per te sole, Io chiamo per te il mondo con le mie poche parole…" (Bruno Tognolini)


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Orizzonti. Con un “piccolo elogio ai libri senza parole”.

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Viviamo tempi difficili, dove le notizie di tragedie lontane e vicine si susseguono, lasciando dietro di sé una scia di commenti, polemiche, bozze di strategie politiche destinate a sfaldarsi, superate da una realtà sempre più complessa, urgente e dolorosa. Quando ho visto per la prima volta Orizzonti, libro senza parole edito da Carthusia, sono stata conquistata dall’atmosfera che permea le tavole di Paola Formica. Le illustrazioni sono intense, espressive, pregne di significato, ma delicate e colme di rispetto. Invece di indugiare sui particolari, la narrazione per immagini si rivolge liberamente alle interpretazioni del lettore e il finale è aperto. In questo senso, penso che un silent book costituisca una modalità privilegiata per affrontare una tematica come quella delle migrazioni e della tragedia delle traversate sui barconi affollati.

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In Orizzonti, il protagonista è un bambino che fugge dalla sua terra per conquistare la libertà e una nuova vita. Il suo destino s’intreccia a quello di altre persone che salgono su un’imbarcazione fatiscente per attraversare il mare. Gli occhi, sempre in primo piano, trasmettono le emozioni che si dibattono nell’animo: paura, sgomento.

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Questa immagine immersa nel buio non ha bisogno di lunghi commenti. Riconosciamo il profilo del bambino, avvertiamo – palpabile – il suo terrore.

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Sappiamo come sia difficile affrontare questi avvenimenti con i bambini, i quali osservano e ascoltano le notizie che scorrono veloci, spesso in maniera rumorosa e violenta. Attraverso questo libro di sole immagini, è possibile soffermarsi a riflettere. Le immagini offrono una possibile interpretazione dei fatti e filtrano le tragiche vicende e le intense emozioni, attraverso una modalità di comunicazione più vicina e fruibile dai piccoli. Gli adulti possono così adottare un approccio delicato che non edulcora la realtà, ma lascia più spazio e tempo per elaborarla.

Il libro si conclude con un “piccolo elogio del libro senza parole” di Ferruccio Giromini che racchiude tutte le motivazioni e le caratteristiche che fanno sì che un silent book sia un libro speciale, profondo e coraggioso.

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Orizzonti è stato finalista al Silent Book Contest 2014, Premio internazionale dedicato ai silent book.
Per conoscere meglio la genesi del libro e il percorso artistico dell’Autrice, Paola Formica, vi rimando a questo interessante articolo e all’intervista apparsa su uno dei nostri siti preferiti, Milkbook.

Paola Formica
Orizzonti
Carthusia 2015

 


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La zattera, o dell’immaginazione

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Dopo  La piscina, splendido silent book di cui vi ho parlato qui, ecco un nuovo gioiello del catalogo Orecchio Acerbo che appare nelle librerie proprio oggi, 18 giugno. Si tratta de La zattera, albo pubblicato in Francia lo scorso marzo (il titolo originale è Le Bateau de fortune, edito dalla giovane casa editrice indipendente Sarbacane).  I protagonisti sono animali antropomorfi, elemento che trasporta la narrazione nell’atmosfera incantata della favola; al tempo stesso, l’ambientazione è vivida, quasi palpabile grazie alla plasticità e densità delle illustrazioni. L’alchimia tra sogno e realtà, fra parole e immagini attrae il lettore e lo porta a immergersi nella vicenda sulla scorta dei propri ricordi (ah, le splendide giornate trascorse al mare, a giocare coi piccoli tesori naturali!).

E’ arrivata l’estate e l’orso Michao accompagna i suoi due piccoli amici a giocare sulla spiaggia. Una volta giunti a destinazione, però, i tre scoprono che il bagagliaio dell’automobile è vuoto, perché tutto è stato incautamente dimenticato a casa. Niente palette e secchielli, né asciugamani, né pallone. Che fare? La gita, in un primo momento, sembra rovinata. Non sarà la magia a risollevare il morale, bensì qualcosa di più potente…

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Il piccolo volpacchiotto interpreta l’io narrante della storia: di lui non conosciamo il nome, proprio perché ciascun lettore possa immedesimarsi nel racconto. Il bel testo, conciso e pregnante, compare ai margini delle pagine riccamente illustrate. Le parole danno il la, lasciando all’immaginazione e all’intensità delle figure tutto lo spazio per sconfinare.

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Le illustrazioni di Stéphane Poulin, artista originario del Québec, meritano di essere assaporate lentamente. Esse rivelano uno stile intenso, onirico, ricco, connotato da un uso sapiente della luce. Sono così vivide, luminose e “melodiose” da rendere percettibili le sensazioni di una giornata in riva al mare: il vento fra i capelli, la sabbia bagnata, l’odore salmastro, il richiamo dei gabbiani.

L’autore del testo originale, il francese Olivier de Solminihac, noto per l’opera Le peuple doudou, ha affermato che “non c’è niente di più triste di un bambino che non sogni”. La traduzione di Paolo Cesari restituisce pienamente la volontà sensibile e attenta di stimolare i bambini a non perdere la loro caratteristica intrinseca: la fantasia. Quale strumento migliore di un libro e, per di più, di un libro illustrato magnificamente?!

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La storia fa riflettere su qualcosa che gli adulti – genitori, educatori, insegnanti – sono soliti affermare, cioè che i bambini, se non hanno a disposizione una guida o degli strumenti, “non sanno giocare”. Eppure siamo proprio noi che, il più delle volte, li circondiamo di oggetti, giochi strutturati e istruzioni, piantando con solerzia robusti paletti attorno alla loro capacità di immaginazione. Il gioco libero, fatto con materiali poveri, spesso “recuperati” in giro, è più ricco e coinvolgente grazie al contributo personale: spirito, intelligenza, abilità manuale.

Michao risponde allo sconsolato “non so che fare” del piccolo volpacchiotto annoiato stimolandone l’intraprendenza, il pensiero creativo, la curiosità. Mostra come costruire la zattera, utilizzando il materiale recuperato sulla spiaggia, offrendo così un’esperienza di collaborazione, un lavoro di squadra.  Quando la zattera è finalmente pronta e viene vista allontanarsi sull’acqua, alla domanda  “dove va?“, Michao risponde “bisogna immaginare“. In queste poche parole, così sobrie ed evocative, è racchiuso tutto il profondo rispetto per la forza immaginifica dei bambini. E’ questa la vera magia.

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A livello personale il libro mi ha colpita, perché descrive con grazia e allegria molte delle giornate trascorse con mia figlia a giocare con legnetti, sassolini e conchiglie. Infatti, la piccola lettrice di casa, molto legata alla libertà che la spiaggia le regala ad ogni stagione (abitiamo a pochi passi dal mare), è rimasta affascinata dalle figure e dal racconto. La zattera è una storia piacevolissima, delicata, leggera, con un finale aperto e stimolante. Leggendola, ci ritroviamo sulla riva, coi piedi nell’acqua, i capelli al vento, la mente altrove… a immaginare.

Olivier de Solminihac, Stéphane Poulin
La Zattera
Trad. di Paolo Cesari
Orecchio Acerbo Editore, 2015

In libreria dal 18 giugno 2015; qui la scheda del libro sul sito di Orecchio Acerbo.

 


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La piscina

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E’ difficile dare una definizione dei libri illustrati privi di testo. Si chiamano “libri senza parole”, oppure “silent book”: effettivamente non vi è un racconto stampato sulla pagina, ma è altrettanto vero che le immagini – da sole –  raccontano una storia con ricchezza di suggestioni e sfumature. Le illustrazioni, perlomeno quelle di qualità, ampliano ed espandono i contenuti e i sentimenti e permettono a ciascun lettore di contribuire con la propria narrazione, quella che scaturisce dal vissuto personale. C’è un filo sottile, ma resistente al tempo e alle mode, che lega i libri illustrati alla tradizione degli antichi figurinai: un patrimonio culturale e antropologico dalle infinite possibilità.

La Piscina è l’opera prima di Ji Hyeon Lee, giovane artista della Corea del Sud. Se non lo avessi saputo prima, sfogliandolo avrei comunque pensato: è un libro di Orecchio Acerbo. Vi ho parlato recentemente di questa raffinata e peculiare casa editrice a proposito dello splendido albo illustrato La pantera sotto il letto. Sono entrambi libri di grande formato che spalancano le porte all’arte e alla bellezza, senza tralasciare la profondità e l’originalità dei temi. La Piscina è un libro perfetto per la stagione che è ormai alle porte, quella in cui abbiamo voglia di freschezza, di avventura e durante la quale possiamo confidare su ritmi più lenti per assaporare le storie.

Il tratto di Ji Hyeon Lee è permeato di nitore ed eleganza. Nel suo stile coesistono in perfetta armonia la cura dei dettagli – che suggeriscono una lentezza sapiente e delicata – e le tavole di più ampio respiro, dove i colori sono vividi e onirici al tempo stesso. Le illustrazioni sono fresche come se emergessero veramente dall’acqua: ad osservarle, sembra quasi di percepire lo sciabordìo, il sentore del cloro, i riflessi sulle pareti e le mattonelle.

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All’inizio la grande piscina – una liquida, schietta metafora della vita – è invitante, ma incute anche un certo timore agli occhi del piccolo protagonista. I bagnanti grigi, rumorosi e goffi la ricoprono come un manto soffocante e assordante, un cicaleccio superficiale. Galleggiano, pavidi e sgraziati nelle loro ciambelle gonfiabili, incapaci di andare in profondità. Tuffarsi significa, dunque, osare: ci vuole coraggio, capacità di scegliere… non è per niente facile e il bambino lo sente. All’inizio, lui è raffigurato in bianco e nero come il resto della folla, anche se si distingue per il suo restare in disparte. Immergendosi, riprenderà colore (il costume, la carnagione) e, quindi, vita autentica.

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Il bambino raccoglie la sfida e si tuffa verso un mondo nascosto che, al contrario della superficie, è fatto di colori intensi, luminosi. Una bambina lo osserva, incuriosita, e decide di seguirlo.

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S’incontrano sott’acqua e, insieme, iniziano la scoperta di quell’universo magico, fantasioso: un altrove fatto di bellezza e ironia, un luogo dove si possono fare incontri insoliti e stupefacenti…

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… persino la grande, lenta e bianchissima Moby Dick.

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Alla fine, i bagnanti escono dalla piscina. L’umanità grigia è sempre goffa e sgraziata, si accalca, qualcuno resta indietro mentre gli altri voltano le spalle; invece i bambini – che significativamente si trovano sulla sponda opposta – hanno gesti fini e gentili, lui aiuta lei. Entrambi sono a colori, dal momento che l’avventura condivisa ha conferito loro la scintilla della scoperta, della benevola e giocosa curiosità verso il mondo e la vita stessa.

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Prima di andarsene, si guardano negli occhi e si sorridono. Sono amici, sono complici. Sanno che s’incontreranno di nuovo, che si tufferanno ancora, per andare oltre.

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In conclusione, troviamo una breve dedica che suggella il significato più profondo di questo libro (vedi immagine sottostante). La superficie è la mediocrità, il conformismo. La profondità delle acque, raggiunta con audacia e fantasia, rappresenta la libertà, l’originalità, l’intelligenza, la forza dell’immaginazione. L’acqua stessa è un elemento primordiale carico di simbolismi, da essa si genera e si rigenera la vita: nei mesi di gestazione, l’ambiente in cui cresciamo e ci nutriamo è acquatico. I due bambini sono ancora intensamente connessi a questi elementi simbolici; sono due esseri non ancora intaccati dal qualunquismo e dall’ipocrisia.

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La Piscina è un libro per “ragazzi” di ogni età; si può leggere a più livelli a seconda della tipologia di lettore. Viaggio di formazione, avventura, sogno, metafora, gioco, passione per le attività acquatiche, contrapposizione fra il mondo dell’infanzia e quello degli adulti, libertà e ricerca della propria identità. Esso mette in scena, con garbo e sensibilità, una critica ad un certo tipo di società troppo veloce, chiassosa, sorda e incurante che “consuma” senza assimilare nulla per davvero.

La scheda del libro sul sito di Orecchio Acerbo e il booktrailer.


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Un tuffo nei colori di Paul Klee

Che sorpresa Paul Klee!
Sono affascinato dalla sua delicatezza,
come un canto sottovoce“.

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Oggi vi voglio parlare di due libri di una casa editrice speciale, una vera fucina di spunti e idee per educatori, insegnanti e genitori: Artebambini. Chiunque trascorra del tempo con i bimbi sa bene come il linguaggio dell’arte, così come quello musicale, costituisca una modalità di espressione dalle mille potenzialità. I più piccini, infatti, sono attratti dai colori e poi dalle forme; il canale visivo permette loro di percepire e di restituire le emozioni con naturalezza, anche quando non sono ancora in grado di spiegarle attraverso le parole.

Gli albi illustrati di Artebambini costituiscono uno strumento di mediazione di indubbia qualità, attraverso il quale i lettori (grandi e piccoli) possono entrare in contatto a più livelli con il mondo dell’arte e con lo stile di diversi artisti. A più livelli perché l’adulto che propone il libro ai bambini può veicolare il messaggio artistico in maniera differente, modulando la lettura, l’osservazione, l’interpretazione a seconda dell’età e degli interessi. Una grafica accattivante, i testi curati senza essere mai pedanti, i diversi gradi di approfondimento sono, infatti, il punto di forza di queste pubblicazioni.
La finestra viola e Che sorpresa Paul Klee! sono un bell’esempio di quanto appena affermato. Pur trattando dello stesso artista (Paul Klee), lo fanno con un taglio distinto e, se presi insieme, complementare. Il primo è un racconto dal sapore di fiaba che si ispira ad un fatto realmente accaduto (il viaggio di Paul Klee a Tunisi che ispirò il dipinto Case rosse e gialle a Tunisi, 1914). Il secondo è un vero e proprio viaggio fantastico nell’universo artistico del pittore di origine svizzera, compiuto grazie alla “mascotte” Erri (che, in un’opera precedente, aveva già accompagnato i lettori a conoscere Mirò).

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Fuad Aziz, l’autore de La finestra viola, è uno scrittore e illustratore originario del Kurdistan iracheno, trasferitosi a Firenze dopo gli studi di Belle Arti compiuti a Baghdad. Da molti anni promuove l’educazione interculturale. “Quand’ero bambino ricordo che in famiglia mi leggevano favole e storie meravigliose da un antico libro scritto in persiano: era così delicato che per non rovinare le pagine queste si giravano utilizzando un coltello da cucina, quello stesso che veniva utlizzato per tagliare e preparare le zucchine ripiene” ricorda in questa interessante intervista. “Attraverso i miei racconti ed attraverso le mie illustrazioni – continua in un’altra –  cerco di far conoscere quella che è la mia cultura d’origine ed il mio vissuto. Inoltre voglio trasmettere ai bambini l’importanza della fantasia creativa, la capacità di racconto dei disegni, l’importanza di esprimersi e che è importante sognare, andare oltre la realtà. Quando dipingono un albero non è solo il marrone del tronco ed il verde della chioma, ma l’albero puo’ essere di tutti i colori, anche quei colori che i bambini preferiscono”.

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La Finestra viola è la storia di due amici, un bambino italiano di nome Giulio e un bambino tunisino di nome Adama. Si conoscono durante la vacanza di Giulio in Tunisia e, anche dopo la partenza di quest’ultimo, restano in contatto scrivendosi delle lettere. Un giorno, Adama racconta a Giulio di aver visto un quadro di Paul Klee che lo ha colpito moltissimo, tanto che ha deciso di colorare la sua casa con alcune delle meravigliose tinte scelte dal pittore per quell’opera. Giulio gli risponde che, nel paese dove abita, le case hanno tutti colori diversi proprio perché i marinai e i pescatori possano riconoscerle da lontano, quando sono in mare. Adama convince la sua famiglia a dipingere la facciata della loro casa e, ben presto, coinvolge anche gli altri abitanti del paese. Così, grazie ai meravigliosi e lucenti colori delle case, il luogo diventa molto conosciuto, tanto che un giorno lo stesso Paul Klee decide di visitarlo e di ritrarlo in uno dei suoi quadri. L’artista lascerà traccia del suo passaggio colorando di viola una delle finestre della dimora di Adama.
Accanto a questa piacevole storia di amicizia fra due bambini di culture differenti – che trovano, però, tanti punti in comune – è impossibile non apprezzare le splendide illustrazioni di Fuad Aziz. Ampie, intense e vivide pennellate di colore attirano il lettore e lo invitano ad entrare a far parte della storia. Le tinte calde e vivaci trasmettono una sensazione di calore e di gioia di vivere; sembra di poter percepire i suoni, le voci, il fruscìo delle vesti delle donne. Un omaggio all’arte di Klee che diventa anche un messaggio universale di pace e di bellezza.

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In Che sorpresa Paul Klee! Paola Franceschini, già autrice de Con gli occhi di Mirò, prende per mano il lettore e lo accompagna nella scoperta del linguaggio dell’artista. Il buffo quadratino rosso Erri raggiunge i suoi amici in Svizzera per conoscere un nuovo pittore, autore della “maschera d’incendio” che assomiglia tantissimo allo stesso Erri. Il libro, attraverso coloratissime figure ispirate alle opere di Klee, racconta la nascita e lo sviluppo dello stile del grande artista dotato di un’immaginazione “217 volte più forte di chi vorrebbe scoraggiarlo“. Klee “con un occhio vede, con l’altro sente” e desidera “imparare a disegnare come i bambini“. La sua arte “ha la leggerezza di angeli gentili” perché egli “è stregato dall’armonia del paesaggio, quando l’aria, il cielo e la terra suscitano emozioni piacevoli“. Il testo di questo libro svela le caratteristiche più salienti di Klee, dall’amore per la natura e la musica all’importanza del viaggio, ma lo fa suscitando curiosità e passione, senza diventare mai didascalico. L’invito è quello di provare a entrare nella mente dell’artista, per vedere coi suoi occhi, per sentire le sue emozioni. L’arte non è qualcosa di astratto, lontano; non è un mondo a parte, ma un linguaggio dalle mille sfaccettature per descrivere e interpretare ciò che ci circonda.

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Entrambi i testi si prestano molto bene alla realizzazione di attività e laboratori a scuola. Inoltre, possono costituire anche per gli stessi genitori degli strumenti per giocare con le forme e con i colori insieme ai loro bambini. E’ noto come lo stile di Klee, come quello dello stesso Mirò, oppure di Kandinsky ecc… si traduca in un linguaggio espressivo particolarmente attraente per i più piccoli.

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Qui il link alla casa editrice Artebambini, sezione Albi illustrati, con le schede e le anteprime dei libri e i moduli per ordinarli anche online.


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June e Lea: la “sorellanza”

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Un sapore esotico, intenso, invitante, ti avvolge sfogliando questo albo illustrato. Osservando l’incantevole e incantata esplosione di colori, ho voluto scorgere un richiamo alle atmosfere sognanti di Paul Gauguin, con le sue note solari, ma al tempo stesso malinconiche, intrise di una devota nostalgia per la perdita della primordiale innocenza. Del resto, l’infanzia non è forse un paradiso perduto?

Vi parlo di June e Lea, la storia di due sorelle colte in quella delicata fase della vita che segna il confine fra l’infanzia e l’adolescenza. Intrisa della gioia e dell’emozione inebriante della crescita, ma accarezzata anche da uno sguardo di affettuosa nostalgia per le protagoniste. Sottolineo con piacere che questo libro compare nel pregevole catalogo di Settenove, giovanissima (nata nel 2013) casa editrice che si dichiara, nei contenuti e nel logo che li simboleggia, al di fuori delle parentesi. Una realtà che si batte contro le etichette, le discriminazioni, le varie forme di violenze di genere, gli stereotipi.

June e Lea non sono gemelle, ma solo un anno le separa e si assomigliano fisicamente. Sono profondamente legate, complici, e si vestono allo stesso modo, a simboleggiare la loro simbiosi. Immaginano il loro futuro e si vedono sempre insieme, mentre saltano da un sogno all’altro, da un mestiere all’altro: saranno fioraie, o forse dottoresse, o addirittura ladre. L’importante è lavorare in coppia! Un giorno, però, avviene un brusco cambiamento. La più grande, June, inizia la scuola media, in un altro edificio, in un’altra zona della città. Niente più tragitto a piedi dalla casa alla scuola. Anche i compiti sono diversi, June deve studiare molto di più. Nella sua vita, soprattutto, entrano altre persone: le nuove compagne, le amiche del cuore. Lea inizia a sentirsi sola, estranea alla nuova vita dell’amata sorella. A sottolineare il cambiamento, June si taglia i capelli e si veste in maniera diversa; sceglie spesso capi neri, in netto contrasto coi colorati abiti dell’infanzia. Le due sorelle non si assomigliano più come una volta: la simbiosi si è spezzata e a Lea tutto questo fa male.

Cosa ne sarà di quello che sono state? C’è qualcosa di affascinante e di entusiasmante nel cambiamento di June, eppure Lea, e il lettore con lei, percepiscono un sentore amaro nella bocca.

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Lo stile di Sandra Desmazières è di estrema eleganza. Le sue tavole rivelano una padronanza profonda della tecnica, sono sontuose senza perdere la grazia, ariose e sognanti. Le figure umane sono colte nella loro intimità, ma i sentimenti traspaiono con delicatezza negli sguardi e nella gestualità delle mani, sono trattenuti e mai dirompenti. C’è rispetto, ma anche affetto nel tratteggiare le emozioni; si rivela, soprattutto, la consapevolezza della fragile bellezza dell’età che June e Lea incarnano.

Il testo di Sandrine Bonini racchiude la stessa profondità, la stessa sensibilità nel rendere il fiorire delle personalità delle due protagoniste. “Bene, andrà tutto bene così”. All’inizio questo pensiero è senza tempo, è un modo di radicarsi nel presente, senza badare al domani. Alla fine del libro, la stessa frase riveste un significato completamente diverso, perché nel frattempo sono accadute troppe cose, June e Lea sono cresciute e hanno iniziato il loro cammino personale: sono diventate più consapevoli. “Andrà tutto bene” questa volta contiene anche il senso del tempo, del futuro.

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C’è un momento della storia particolarmente significativo, ed è quello in cui le due ragazze leggono davanti ai genitori i loro temi di scuola, in cui devono immaginare cosa faranno da grandi. June scrive di voler fare l’alpinista, oppure il sub. Per la prima volta, parla di se stessa al singolare: quelle sono le sue aspirazioni, i suoi sogni. Dopo averla ascoltata, Lea a sua volta risponde “com’era abituata a fare”: parla, cioè, dei trapezi del circo, del negozio di fiori, del travestimento nero da ladra. Mentra racconta, però, sente che quei progetti “non hanno più molto senso” senza la sorella.

L’anno seguente, quando tocca a lei eseguire lo stesso compito, Lea scrive di voler diventare pittrice. Ecco delineate le personalità differenti delle due sorelle. La separazione ha reso possibile l’evoluzione, la conquista della propria identità ed unicità. Tuttavia, il passato non è  perduto, la complicità non è svanita, ma si è trasformata in qualcos’altro, in un rapporto più maturo, ma non meno importante. Le sorelle imparano così ad accettare l’una i cambiamenti dell’altra e, nel farlo, gettano le fondamenta di una solidarietà nuova che le unirà per sempre. E’ June, la maggiore, a fare il primo passo: una sera chiede alla sorella di dormire insieme, come ai vecchi tempi. Lea così comprende che sono ancora vicine. Avevano bisogno entrambe di questa rassicurazione.
Ora non possono più essere confuse, scambiate, chiamate “le sorelle, le gemelle”. Sono June e Lea. Sono due.

Qui la scheda del libro, sul sito di Settenove.


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I libri del giardino segreto

Inizia un nuovo percorso per il blog Leggo per te, nasce una nuova rubrica quindicinale che si chiamerà “I libri del Giardino Segreto”. Anche questo titolo è ispirato a un testo di Bruno Tognolini, precisamente alla Ballata del Terzo Giardino:

(…) Un Giardino Segreto davvero
Spaccatura futura e lucente
Che stavolta non spacca più niente
Ma accompagna e protegge e guarisce
Perché non finisce
E oramai non mi porta più via
Perché è casa mia
Troverò questo vero Giardino Segreto e Profondo
E avrà dentro un Passaggio Segreto
Che porta nel mondo.

… e naturalmente all’incantevole opera di Frances H. Burnett!

Dopo aver collaborato per un anno alla rubrica sulle letture per bambini del webmagazine Le Nuove Mamme, ho scelto di proseguire in autonomia, coltivando un giardino virtuale (ma non troppo!) dove parlare delle letture che mi hanno colpita.

Ogni due giovedì, accanto agli altri post in cui racconto le letture fatte con la mia piccola lettrice, vi parlerò di un albo illustrato. Vi aspetto per condividere la passione per questo meraviglioso mondo!